tomosintesi della mammella

Cosa è la tomosintesi

Estremamente efficace e in grado di identificare le neoplasie aumentando la sensibilità degli esami, la tomosintesi è disponibile in alcuni centri italiani. 

 FondazioneVeronesi.it 24/07/2014

La tomosintesi, comunemente nota anche come mammografia 3D, costituisce la nuova frontiera diagnostica nella prevenzione del cancro mammario. Uno studio svedese condotto presso l’università di Lund, in Svezia, su 7500 donne dai 40 ai 74 anni sostiene che questa innovativa metodica di imaging sia in grado di scovare il 40% di tumori alla mammella in più rispetto all’esame tradizionale.

Principali caratteristiche di una tomosintesi digitale della mammella (DBT)

In particolare la tomosintesi digitale della mammella (ache nota come DBT, Digital Breast Tomosynthesis) è una tecnica di imaging tridimensionale che permette di ricostruire immagini volumetriche della mammella a partire da un numero finito di scansioni bidimensionali a bassa dose, ottenute con angolazioni diverse del tubo radiogeno.

Per approfondire leggi anche: L’ecografia mammaria si puó associare alla tomosintesi?

Come funziona la tomosintesi

Richiede per la sua attuazione solo qualche minuto in più rispetto alla mammografia digitale 2D, risultando efficace specialmente nello studio di seni densi, i più difficili da “leggere” e/o che possono essere di dubbia interpretazione diagnostica. L’esame 3D può così risultare utile, svelando lesioni che nell’immagine mammografica tradizionale verrebbero mascherate ed aumentando così l’accuratezza diagnostica. Alcuni tumori infatti si “nascondono” dietro il normale tessuto ghiandolare divenendo visibili solo una volta raggiunte dimensioni decisamente maggiori.

Vantaggi

La tomosintesi ha un vantaggio essenziale, quello di aumentare l’accuratezza diagnostica, in quanto possono essere individuate lesioni che risulterebbero ‘invisibili’ con l’esame mammografico tradizionale. Peraltro permette la visione “attraverso” la mammella, suddividendola per sottili strati.

Rischi

A fronte di vantaggi molteplici, quali uno studio più accurato della mammella e delle lesioni, anche grazie al numero di immagini ed alla qualità delle stesse, con le nuove generazioni di tomosintesi il rischio ipotetico di radiazioni permane molto basso (praticamente pari ad una tradizionale mammografia). Ciò è dovuto al fatto che l’acquisizione degli strati avviene direttamente in 3D, successivamente un algoritmo ricostruisce gli strati in 2D che vengono studiati e refertati dal radiologo, possibilmente associati a visita ed esame ecografico della mammella.

Attualmente gli apparecchi di tomosintesi sono poco diffusi nel territorio a causa dell’elevato costo, ma nei prossimi anni vi sarà sempre una maggiore diffusione di questa tecnologia che permette sempre più frequentemente la diagnosi di neoplasie che si trovano ancora in uno stadio iniziale e asintomatico e che spesso si celano agli esami mammografici tradizionali.

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